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SMA per ART CITY Bologna 2026

Arte e conoscenza, nell'Università

Dal 5 febbraio
all'8 febbraio 2026

Bologna

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Dal 5 all’8 febbraio 2026, Bologna si trasforma in un palcoscenico diffuso dedicato all’arte contemporanea con ART CITY Bologna 2026, la quattordicesima edizione del festival promosso dal Comune di Bologna con il sostegno di BolognaFiere, in occasione di Arte Fiera.

In questa edizione, l’Università di Bologna è protagonista con una speciale collaborazione che pone al centro il tema della conoscenza e della trasmissione del sapere attraverso l’arte, riaffermando il ruolo dell’Università non solo come luogo di apprendimento formale, ma come spazio vivo di esperienza culturale condivisa.

Lo Special Program dal titolo “Il corpo della lingua”, curato da Caterina Molteni, invita artiste e artisti da tutto il mondo a intervenire in alcuni luoghi dell’Ateneo. Il progetto esplora come formazione, insegnamento e sapere siano esperienze corporee, sensibili e plasmate da relazioni umane e fisiche, non solo da concetti astratti. 

Uno dei sette progetti d'arte contemporanea selezionati dialogherà con la splendida Aula Magna della Biblioteca Universitaria di Bologna, da poco divenuta parte del percorso di visita del Museo di Palazzo Poggi.

Dal 5 all'8 febbraio 2026, in occasione di ART CITY BOLOGNA 2026, il Museo di Palazzo Poggi sarà aperto dalle 10.00 alle 19.00, con apertura serale straordinaria 19.00-23.00 sabato 7 febbraio, in occasione di ART CITY White Night.

 

Aula Magna - Biblioteca Universitaria di Bologna

 

PROGRAMMA

TO THE BEST OF MY KNOWLEDGE di Nora Turato

Durational performance e installazione sonora ambientale

La ricerca di Nora Turato indaga l’esperienza collettiva del flusso incessante di informazioni che caratterizza la contemporaneità. Attraverso una pratica che sfrutta la natura effimera, mutevole e performativa del linguaggio, l’artista articola performance, video e opere testuali e grafiche in cui la parola diventa materia plastica, sonora e concettuale.


In occasione di ART CITY Bologna, Turato sviluppa una nuova commissione site-specific per gli spazi della Biblioteca Universitaria, presentando una performance e un intervento sonoro ambientale. Intitolata To the Best of My Knowledge, l’opera propone una concezione imperfetta ed “economica” del sapere, in dialogo critico con la sovrabbondanza di dati e l’illusorio senso di affidabilità dei contenuti digitali. Guardando alla trasformazione della comunicazione interpersonale e delle nostre abilità cognitive in un’epoca segnata dalla crescente interazione tra esseri umani e intelligenze artificiali, Turato sviluppa una prassi disalienata che valorizza la misura concreta e limitata della memoria individuale.


Al centro del progetto è il concetto di “grounding” – letteralmente radicare, toccare terra – inteso come processo di conoscenza che richiama la necessità di un ritorno a un’esperienza sensibile, incarnata ed erotica del sapere e del linguaggio. Utilizzato anche nell’ambito del machine learning per indicare la verifica e l’ancoraggio delle informazioni al reale, il termine “grounding” assume qui una valenza più esperienziale che cognitiva: un invito a riconnettersi al presente, al qui e ora dell’esperienza corporea e relazionale della comunicazione. Nella performance, voce, movimento e respiro si intrecciano in una composizione in cui il parlato dialoga con il colpo secco dei piedi sul pavimento, gesto percussivo che diventa parte integrante della partitura. Come a sondare un’origine prelinguistica e fisiologica del linguaggio, l’azione si concentra sulla ricerca di un punto di aggancio alla realtà tangibile che diventa anche terreno comune e translinguistico. Ciò che il corpo comunica, prima o mentre parla, riecheggia un’epoca lontana: l’età degli Dei evocata dal filosofo Giambattista Vico, riferimento per l’artista. In questo tempo mitico la lingua è ancora muta e si esprime attraverso gesti, immagini, espressioni e mimiche, costituendo un grado primordiale di comunicazione in cui Vico individua la vera radice poetica del linguaggio.


Turato si riappropria così di una dimensione linguistica che riconosce nel corpo lo strumento attraverso cui incrinare cliché comunicativi e formule preconfezionate, e restituire alla parola la sua dimensione corporea, lirica e vitale.

DOVE: Aula Magna della Biblioteca Universitaria – Museo di Palazzo Poggi, via Zamboni 33, Bologna

Performance

  • 5 febbraio 2026 - ore 16.30 - 18.30
  • 6 febbraio 2026 - ore 16.30 - 18.30
  • 7 febbraio 2026 - ore 16.30 - 18.30
  • 8 febbraio 2026 - ore 16.30 - 18.30 

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

 

Installazione

  • 5 febbraio 2026 - ore 10.00 - 19.00
  • 6 febbraio 2026 - ore 10.00 - 19.00
  • 7 febbraio 2026 - ore 10.00 - 23.00, in occasione di ART CITY White Night
  • 8 febbraio 2026 - ore 10.00 - 19.00 

 

Visita guidata
Nella settecentesca Aula Magna della Biblioteca, la suggestiva visione della grande basilica libraria si arricchisce dell'installazione sonora ambientale appositamente progettata dall’artista Nora Turato.

  • 7 febbraio 2026 - ore 10.15 - PRENOTA
  • 7 febbraio 2026 - ore 11.15 - PRENOTA

 

Artista Nora Turato - Art City Bologna 2026

VISITA GUIDATA ALLA COLLEZIONE DI ZOOLOGIA

Prima di essere accompagnati nella tipica aula a gradoni in stile déco, intitolata al rettore Alessandro Ghigi, dove l’artista Giulia Deval propone una riflessione sulla vocalità e le sue implicazione politiche, l’itinerario mostra la Collezione di Zoologia, una delle più importanti in Italia.

DOVE: Collezione di Zoologia, via Selmi 3, Bologna

  • 7 febbraio 2026 - ore 10.15PRENOTA
  • 7 febbraio 2026 - ore 11.30 - PRENOTA

 

ROBOTS LOVE ART TOO: INSIGHT

Incontro
All’interno del progetto PNRR CHANGES la Collezione di Geologia “Museo Giovanni Capellini” è stata uno dei casi core selezionati per la valorizzazione del patrimonio culturale digitale e la prima fase di digitalizzazione dei reperti della Collezione è stata a sua volta oggetto di un progetto fotografico. Rendere artistica la scienza non è cosa semplice e l’incontro propone un dialogo tra gli occhi di chi la scienza la fa e di chi la vuole rappresentare.


Intervengono: Francesco Rucci (fotografo); Michela Contessi (Sistema Museale di Ateneo – Università di Bologna); Federica Collina (Dipartimento di Filologia classica e Italianistica – Università di Bologna); Francesca Fabbri (Dipartimento di Filologia classica e Italianistica – Università di Bologna); Luisa Ammirati (Dipartimento di Filologia classica e Italianistica – Università di Bologna)


DOVE: Biblioteca Dario Nobili, via Piero Gobetti 101, Bologna

  • 7 febbraio 2026 - ore 17.00PRENOTA

 


ART CITY Bologna è promosso dal Comune di Bologna, con il sostegno di BolognaFiere, in occasione di ArteFiera, con la direzione artistica di Lorenzo Balbi, direttore del direttore del MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna del Settore Musei Civici del Comune di Bologna. L’edizione 2026, a cura di Caterina Molteni, è realizzata con in collaborazione con l’Alma Mater Studiorum - Università di Bologna.