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Una infinita memoria. Il ciclo di Constantin Brâncuşi a Târgu Jiu

Presentazione del libro
  • Aula Magna - Biblioteca Universitaria di Bologna, via Zamboni 35, Bologna
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8 aprile 2024

Aula Magna - Biblioteca Universitaria di Bologna, via Zamboni 35, Bologna
Dalle 16:30 alle 18:00

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Copertina del libro "Una infinita memoria"A Targu-Jiu, una città della Romania posta nel cuore della storica regione dell’Oltenia, il padre della scultura contemporanea, Constantin Brâncuşi (Hobiţa-Peştişani 1876-Parigi 1957), ha realizzato tra il 1936 e il 1937 un complesso monumentale che costituisce non solo la sua opera più importante presente nel suo paese natale, ma anche l’unica allestita in uno spazio all’aperto: si tratta della Tavola del silenzio (Masa tăcerii), della Porta del bacio (Poarta sărutului) e della Colonna dell’infinito (Coloana infinitului). Un ciclo scultoreo che si è fortunatamente salvato dalla distruzione nell’epoca in cui la Romania si poneva oltre la “cortina di ferro” del mondo comunista.

Per molto tempo, il complesso è stato ignorato e, probabilmente, nessun occidentale ha potuto vederlo nella sua interezza prima degli anni Sessanta del Novecento, quando è stato riconosciuto il suo ruolo fondante: onorare la memoria dei soldati caduti nella Prima guerra mondiale. Realizzate per volontà della Lega Nazionale delle donne del Gorj, le tre sculture si dispongono lungo una via di complessivi 1500 metri, che ha inizio sulle rive del fiume Jiu (luogo dell’eccidio), si distende nel cuore della città e termina in una zona meno antropizzata, l’antico mercato del fieno, dove si trova la straordinaria Colonna dell’infinito: è qui che entra in gioco il rapporto fra il grande spazio esterno e l’innalzarsi verso il cielo di quella che può essere considerata una vera e propria icona dell’intera opera di Brancusi.

Pur trovando origine dalle conseguenze della guerra, il complesso elide radicalmente ogni riferimento ai suoi effetti e, nella Porta del bacio, si concentra sul rituale funebre degli sponsali tanatologici che, assumendo il ruolo di compensazione, diventano una pratica consolatoria di ricostruzione dell’ordine sociale dopo il disordine causato dalla guerra e dalla morte. E la Tavola stessa, come nell’Ultima Cena, vuole trasmettere la perdita della vita attraverso uno stretto parallelismo tra il sacrificio dei soldati e quello di Cristo.

A entrare in gioco, insomma, nella radicale modernità dell’opera di Brancusi è l’antica cultura romena, improntata dallo stretto contatto con la natura che non oppone resistenza alla morte, “accogliendola” come parte integrante del ciclo della vita. Anche nel caso in cui la morte sopraggiunga in anticipo rispetto al naturale corso dell’esistenza, la tradizionale civiltà dell’Oltenia sceglie di dare un valore a uno stato innaturale e imprevisto, trasformandolo da evento tragico e drammatico in avvenimento felice e gioioso: si passa dalla morte alle nozze, addirittura restituendo a chi non c’è più la possibilità “virtuale” di unirsi in matrimonio e di garantire idealmente la continuità della stirpe.

È questo il senso profondo che Brâncuşi ha saputo tradurre in originali e inedite forme figurative che appartengono a una comune Weltanschaung riguardante la concezione generale della vita romena ma che non finisce di stupirci nella contemporaneità.

 

INTERVENGONO

Roberto Balzani | Presidente Sistema Museale di Ateneo

Raffaele Milani | Già Professore di Estetica Università di Bologna

Lucia Corrain | Autrice

LETTURA DI ALCUNI BRANI DEL LIBRO

a cura di Laura Falqui

 

Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili.

 

Lucia Corrain, autrice del libro Una infinita memoria. Il ciclo di Constantin Brâncuşi a Târgu Jiu (La Casa Usher, 2024), è professore dell’Alma Mater Studiorum di Bologna, dove insegna presso il Dipartimento Beni Culturali – Campus di Ravenna. I suoi interessi di ricerca si concentrano sul linguaggio delle arti figurative in generale e della pittura in particolare. È Referente Scientifico del Museo di Palazzo Poggi dell’Università di Bologna. Ha pubblicato in riviste italiane e internazionali. Tra i suoi libri: Semiotica dell’invisibile. Il quadro a lume di notte (Esculapio), Il velo dell’arte. Una rete di immagini tra passato e contemporaneità (La Casa Usher), La pittura di mercato: il “parlar coperto” nel ciclo Fugger di Vincenzo Campi (Mimesis). Ha curato le raccolte di saggi, fra cui: Leggere l’opera d’arte II (Esculapio); Semiotiche della pittura (Meltemi); Anacronie. Leggibilità tra passato e presente nel display delle arti (BUP); e le edizioni italiane di Victor I. Stoichita, Cieli in cornice (Meltemi) e L’immagine dell’altro (La Casa Usher).

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SMA - SISTEMA MUSEALE DI ATENEO

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